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Hausermann

Case ovoidali alla Häusermann

Caratteristica principale del lavoro di Pascal Häusermann, e della sua architettura organica, è quella delle case ovoidali realizzate con calcestruzzo e telaio di metallo o plastica, spesso rimaste allo stadio di utopie su carta.

Pascal Häusermann, architetto svizzero della seconda metà del XX secolo, lavorò principalmente tra Francia e Svizzera.
Dopo i suoi studi in architettura a Ginevra, Häusermann, a soli 21 anni (1959), tre anni prima della fine dei suoi studi a Londra in Ingegneria, realizzò la sua prima casa per suo padre a Grilly (Ain), in calcestruzzo su telaio senza cassaforma. Tecnica che verrà ripresa nel 1960 per il suo primo incarico, i due padiglioni in Pougny (Ain).
Libertario e umanista, sostenitore e promotore dell’auto-costruzione come strumento di emancipazione e realizzazione, dove l’uomo è posto al centro del progetto architettonico, Häusermann voleva risolvere i problemi della società del suo tempo inventando soluzioni costruttive che rispondessero alle nuove aspettative della società, con costruzioni adatte per il tempo libero, per abitare, per la vacanza e la vita di comunità.
Nel 1966 entrò a far parte del movimento di GIAP (Groupe International d’Architecture Prospective) tra cui le figure di Michel Ragon, Yona Friedman, Walter Jonas, Paul Maymont, Ionel Schein, e Nicolas Georges Patrix Schöffer.
Una corrente parallela a quella del gruppo GIAP era rappresentata da alcuni nomi tra cui Block, Niemeyer Couëlle, Heather, Balladur o Lovag.

Crostacei, uova, piattini, occhi, bolle presenti nei progetti organici rappresentavano la volontà di un ritorno alla “nuova naturalità”, come diceva Couëlle o un “nuovo barocco”, nelle parole di Ragon

Tra la metà degli anni ’50 e metà degli anni ’70, in risposta all’esplosione demografica, la grande trasformazione urbanistica aveva portato in Francia lo sviluppo di grandi sistemi di abitazioni collettive che fornivano l’accesso a comfort moderni a lavoratori nelle periferie della classe operaia.
Con le abitazioni collettive, secondo Häusermann, si rendeva la città da invivibile a disumana. La casa così ha “un ruolo dinamico che è quello di rendere servizi ai suoi abitanti: la casa diventa una macchina”.
Nel 1971 fonda l’associazione Habitat Evolutif in Douvaine in Alta Savoia con la moglie Claude Costy, Jean-Louis Chanéac e Antti Lovag.
Il sindaco di Douvaine, appassionato di architettura, offre loro un’area libera per sperimentare le loro teorie urbane per strutture in gran parte pubbliche. La costruzione iniziò nel 1972 ma fu fermata inaspettatamente nel 1977, a seguito di un cambiamento di amministrazione.
In futuro i clienti ebbero sempre più difficoltà nell’ottenere permessi di costruzione costringendo l’architetto visionario ad allontanarsi dall’architettura. Pascal Häusermann scomparve nel 2011 a Madras, in India, dove si era trasferito nel 1990 per continuare la sua ricerca.

Hausermann architettura organica

Ristorante progettato da Pascal Häusermann a Grenoble, Francia, 1966
(fonte: www.ledoigtdansloeildudesign.blogspot.fr)


Hausermann

Maison Unal, realizzata da Joël Unal su progetto di Claude Hausermann-Costy, Labeaume, Francia (© patrimoine-de-france.com). La casa Unal, iscritta tra i monumenti storici nel 2010,
è una casa a bolla auto-costruita da Joel Unal su disegno di Claude Hausermann-Costy (moglie di Pascal Hausermann). L’uso del muro in calcestruzzo con doppia curvatura e senza cassaforma, secondo la tecnica studiata da Pascal Häusermann, fu migliorato da Unal e ne diventò uno specialista. Grazie a questa tecnica, collaborò in seguito in centinaia di cantieri in Europa con architetti come Claude Hausermann-Costy, Antti Lovag, Christian de Portzamparc, Renzo Piano, Françoise Jourda, Frédéric Borel

FONTI:

www.frac-centre.fr
www.urbamedia.com

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