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L’architettura futuristica dei “Jetsons”

L’architettura dei Jetsons, i “pronipoti”, prende spunto da alcuni architetti di metà del secolo scorso come John Lautner e Oscar Niemeyer

La casa ottagonale “Chemosphere” a Los Angeles, California, progettata dall’architetto americano John Lautner nel 1960, è forse il modello principale a cui si ispira l’architettura futuristica dei Jetsons. L’edificio di Los Angeles era considerato dall’Enciclopedia Britannica “la casa più moderna costruita nel mondo”.
Nell’architettura iper-modernista “Jetsoniana” troviamo forme sinuose, percorsi di collegamento sospesi nel vuoto, tetti molto spioventi e ondulati, molto vetro e acciaio e anche la pietra. La pietra ci riporta invece alla memoria gli “antenati” dei Jetsons: The Flintstones.
Sia The Jetsons che The Flintstones sono una serie a cartoni animati di Hanna-Barbera andati in onda per la prima volta negli anni ’60. La prima serie rappresentava un’allegoria della società americana degli anni sessanta ambientata però nell’età della pietra. La serie dei “Jetsons” invece racconta le avventure quotidiane di una famiglia del futuro, ambientata intorno all’anno 2063.
Lo stile dell’architettura nella serie della famiglia Jetsons è un po’ quello conosciuto come “stile Googie“, nato a fine anni ’40 a sud della California, e influenzato dalla cultura dell’automobile e dell’era spaziale.

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Malin House ‘Chemosphere’ – John Lautner (Foto: © Squid Ink | flickr)


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Interno di Malin House ‘Chemosphere’ – John Lautner


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FONTI:

www.latimes.com

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